L’Umbria, terra di santi

29/02/2016

Dopo tre settimane intense di studio per gli esami del primo semestre, ci voleva un po’ di aria fresca. Quindi, la proposta di andare in gita a Cascia e Norcia è stata molto ben accolta. Ogni anno, dopo il primo semestre, dal Sedes andiamo a qualche posto rilevante dal punto di vista artistico, culturale oppure spirituale, anche se tante volte le nostre destinazioni, come spesso accade in Italia, sono molto interessanti riguardo a tutti e tre gli aspetti.   
     Dunque, sabato 13 febbraio, di primo mattino, siamo partiti da Roma 75 seminaristi, accompagnati da tre sacerdoti e dai diaconi Alan e Alexander, antichi alunni che hanno voluto venire con noi. La nostra destinazione era l’Umbria, regione famosa innanzitutto per Assisi, dove riposano san Francesco e santa Chiara. Ma questa volta noi saremmo andati a Cascia, la citta dove è vissuta e rimane sepolta santa Rita, e a Norcia, cuna natale di san Benedetto e santa Scolastica. Come si vede,  l’Umbria è una terra di santi. 

     Abbiamo celebrato la Messa nella basilica di Santa Rita, dove ci ha colpito l’omelia del celebrante principale, don Luigi, un religioso agostiniano che ci ha esortato vivacemente a seguire il Signore con fedeltà. La nostra sorpresa è stata grande quando, dopo, abbiamo saputo che don Luigi ha… 102 anni compiuti! Veramente, portati con una stupenda giovinezza di spirito. 

     Dopo la Messa, abbiamo avuto una interessante visita guidata al convento dove ha vissuto la Santa, e dove ancora oggi vivono in clausura rigorosa una trentina di monache agostiniane. Santa Rita è molto amata in tutto il mondo e sono innumerevoli i cristiani che si affidano con fiducia alla sua intercessione: infatti, è conosciuta come la patrona degli impossibili. Con questo in mente, abbiamo portato davanti a lei tante nostre intenzioni. Poi, dopo un’esplorazione del tranquillo paesino, abbiamo fatto pranzo e siamo saliti nel pullman per arrivare a Norcia, a solo mezz'oretta da Cascia.

     Norcia è un altro piccolo paese antico, medievale, con una meravigliosa piazza centrale che probabilmente sia una tra le più belle al mondo. Lì si respira aria fresca, circondati da cime innevate. Nel luogo di nascita di san Benedetto, padre del monachesimo occidentale, da alcuni anni si trova una comunità di monaci benedettini recentemente fondata: sono18 monaci con un’età media di 36 anni. Don Evagrio, uno di loro, ci ha raccontato la vita di san Benedetto, e poi ha spiegato alcuni aspetti dello spirito benedettino, nel quale sono tanto importanti la liturgia e la preghiera, in un ambiente di grande semplicità e silenzio. Particolarmente memorabile e toccante è stata l’opportunità di sentire i Vespri cantati dai monaci. Il canto gregoriano era meraviglioso e ci ha portato subito nel loro ambiente pacifico e orante, che è possibile condividere in qualche modo qui.

     Dopodiché, e prima di partire di ritorno a Roma,  abbiamo colto l’occasione per comprare alcuni articoli religiosi e di assaggiare i prodotti che producono e vendono per sostenere il loro monastero. Non abbiamo dimenticato la loro famosa e gustosa Birra Nursia!

     È stata una gita molto bella. Siamo tornati a casa stanchi dopo una giornata intensa, ma rinvigoriti e ispirati per il secondo semestre di studio.

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