La Chiesa, spinta dalla carità, ha sempre sostenuto, aiutato e amato chi soffre, vedendo in ogni persona bisognosa il volto di Cristo stesso. E’ una costante storica, il fatto della particolare attenzione offerta dai cristiani ai poveri, sia quelli che mancano di beni materiale sia quelli – tra i quali in maggior o minor misura ci siamo tutti noi – che subiscono la povertà dell’allontanamento da Dio oppure dai fratelli. In continuità con questo impegno millenario della Chiesa, la chiamata chiarissima e tante volte ribadita da Papa Francesco ci dona anche oggi un nuovo slancio per lavorare con grande impegno nel campo della carità. Dal Collegio, uno dei modi concreti di rispondere evangelicamente a questa richiesta dal Santo Padre sono le missioni pastorali affidate ai seminaristi. Di tanto in tanto, cercheremo di presentarvi, su questa pagina, le testimonianze di seminaristi sul loro lavoro pastorale.

     Cominciamo oggi con la testimonianza di Julio, ecuadoriano, che con un gruppo di seminaristi si reca ogni settimana al Villaggio Appio, un quartiere periferico di Roma vicino alla zona di Capannelle, per portare il Vangelo tra gli immigrati latinoamericani che vi abitano.

     “Ogni sabato pomeriggio, quattro seminaristi di diverse parti dell’America latina, andiamo lì a lavorare in collaborazione col parroco della vicina parrocchia di Santa Barbara. Facciamo conoscenza e catechesi con le famiglie, provenienti in maggioranza dal Peru e dall’Ecuador, per integrare di più questa comunità nella vita parrocchiale.

     Il programma prevede due tipi d`incontri lungo l’anno. Il primo tipo è l’incontro che chiamiamo Betania. Andiamo nella casa di una delle famiglie, dove si radunano numerose altre, e diamo formazione catechetica e apologetica. Durante questi mesi stiamo spiegando le Virtù Teologali nel contesto dell’anno della Misericordia che sta per iniziare. Un altro tipo d’incontro si chiama Compartir familiar, condividere famigliare. In questo caso, andiamo a visitare le case per accompagnare le famiglie, dialogare, condividere esperienze, le gioie e le tristezze del quotidiano, suscitando e incoraggiando una vita cristiana.

     Nel corso degli anni, siamo stati testimoni dell’agire di Dio in queste famiglie, molte delle quali si sono avvicinate o riavvicinate ai sacramenti e hanno intrapreso una vita cristiana più intensa. Per esempio, posso citare il matrimonio di una coppia che prima convivevano già da molti anni. Quest’evento fu fonte di grande gioia e aiuto per molte persone. Altri, già in età matura, si preparano a ricevere il sacramento della Cresima. Alle volte, pensavano di aver perso la fede, ma adesso si sta riaccendendo. Coll’aiuto della grazia di Dio, che si serve dei poveri servitori che siamo, queste famiglie, in mezzo alle difficoltà e lontane dai loro paesi, possono sentirsi accompagnate e guidate dal Buon Pastore. Vi chiediamo di sostenerci e sostenerli con le vostre preghiere fraterne”.

Apostolato “latinoamericano”

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